DISTRETTO DEL MOBILE E SVILUPPO SOSTENIBILE
Tra i principi fondamentali che ispirano l’attività del Distretto del Mobile Livenza vi è l'impegno per il miglioramento delle condizioni ambientali del territorio distrettuale. Il rispetto della natura e della salute dei cittadini costituisce un principio irrinunciabile, tali azioni di difesa non devono porsi in antitesi con il sistema di produzione e consumo attuali. La sfida del Distretto è quella di far coabitare il sistema economico qui fortemente sviluppato ed il sistema ambientale seguendo i principi dello sviluppo sostenibile; ogni cambiamento deve essere quindi all’insegna del miglioramento economico, ambientale e sociale, fattori che devono necessariamente coesistere come parti integranti e inscindibili di un unico sistema complesso.
Il Distretto del Mobile Livenza in linea con le recenti politiche europee e nazionali sulla strategia di Produzione e Consumo Sostenibili, ha implementato la propria attività di riqualificazione dell’ambiente attraverso specifiche e concrete iniziative:
- EMAS di Distretto
- Politiche Integrate di Prodotto
SVILUPPO SOSTENIBILE
L’esplosione della questione ambientale nella seconda metà del secolo scorso ha posto in evidenza l’esigenza della conservazione delle risorse vitali per l’uomo.
Tale conservazione non deve avere un carattere meramente difensivo, ma deve caricarsi di una forte tensione progettuale per rimuovere le cause strutturali di degrado e perseguire nuovi equilibri tra società e ambiente, in modo che non vi sia più contrapposizione tra sviluppo e conservazione, bensì una ricerca più articolata e complessa, che viene riassunta dal concetto di sviluppo sostenibile.
La crescente richiesta da parte della società di difesa e riqualificazione dell’ambiente in cui viviamo si traduce in una domanda di progetto e di pianificazione, in cui la ricerca di forme innovative di interazione tra ambiente e società dovranno portare alla coabitazione tra sistema economico e sistema ambientale.
La prima apparizione del termine “sviluppo sostenibile” risale al 1987 nella relazione della Commissione Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite.
Tale relazione, ormai conosciuta come “Rapporto Bruntland” dal nome del presidente della stessa commissione, definisce lo sviluppo sostenibile come lo sviluppo capace di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle future generazioni, cioè senza distruggere irrevocabilmente le risorse di cui l’uomo dispone.
E’ da notare come i due termini” sviluppo” e “sostenibile”, concettualmente conflittuali tra loro, assumano quando accostati una nuova valenza mirata al superamento ditali tensioni.
Lo “sviluppo” è stato il cardine della società industriale capitalistica: doveva creare benessere e consentire di realizzare le aspettative della società, portando a una realtà migliore. Al contrario è responsabile del degrado ambientale, con grave alterazione dell’equilibrio ecologico e conseguenze sul paesaggio e sulla salute. Non vi può essere sviluppo senza cambiamento e trasformazione.
La “sostenibilità” invece rinvia al concetto di conservazione e mantenimento delle condizioni esistenti, pur di non produrre degrado.
Dall’accostamento dei due opposti concetti ci si aspetta allora il superamento dei limiti e degli estremismi di entrambi per migliorare la qualità della vita in modo durevole nel tempo: ogni cambiamento deve essere quindi all’insegna del miglioramento economico, ambientale e sociale, fattori che devono necessariamente coesistere come parti integranti e inscindibili di un unico sistema complesso.
Un sistema produttivo in grado di operare senza impoverire il capitale naturale deve necessariamente minimizzare l’utilizzo delle risorse ambientali e quindi basarsi su risorse rinnovabili senza accumulare i rifiuti.
È quindi a partire dall’ambiente e dai suoi risvolti più quotidiani e quindi più sentiti che deve partire la rivoluzione dello sviluppo sostenibile.
Il primo obiettivo e quello di portare a una maggiore efficienza cioè a produrre di più e meglio, consumando di meno e generando meno rifiuti.
L’aspetto ambientale è quello in cui ognuno di noi può fare qualcosa per modificare l’atteggiamento presente e per determinare importanti risvolti sul mercato.
Infatti è necessario far crescere la consapevolezza della necessità di cambiamento, in modo che il mercato debba adeguarsi e chi sia già in questa nuova ottica si trovi avvantaggiato.
Il volano iniziale del cambiamento deve scaturire dalla solita logica economica e dalla competitività che nasce dal soddisfacimento di nuove esigenze, possibilmente guidati nell’ottica della pianificazione di lungo termine e dell’equità, dagli Stati e da appositi organismi internazionali.
Da un lato gli Stati dovranno concretizzare in leggi, norme e politiche ambientali la volontà di cambiamento sancita dalla Conferenza Mondiale dell’Ambiente di Rio.
Dall’altro le aziende dovranno capire la grande opportunità che nasce dal cambiamento del mercato e della domanda sociale, agendo da co-produttori di questo cambiamento e proponendo nuove soluzioni e nuove opportunità, coscienti del fatto che la prospettiva della sostenibilità richiede di sviluppare forti capacità progettuali.