Sindaco: Ing. Marco Putto
Vice Sindaco - Assessore: Lorella Stefanutto Urbanistica, Edilizia Privata, Commercio
Assessore: Daniele Bin - Lavori Pubblici, Manutenzioni, Patrimonio, Cultura
Assessore: Mauro Bortolin - Bilancio, Tributi, Finanze, Affari Generali, Associazionismo
Assessore esterno: Bruno Botter - Mobilità, Trasporti, Industria e Artigianato
Assessore Lucio Caldo - Sicurezza, Polizia Municipale, Viabilità, Volontariato
Assessore: Roberto Virginio Innocente - Servizi Socio-Assistenziali, Sanità, Pubblica Istruzione, Politiche sull'Integrazione
ORIGINE NOME
Il toponimo Azzano è di origine latina e deriva dal cognome di una famiglia locale di proprietari terrieri, gli Attii o Accii. Mentre l’aggettivo Decimo venne aggiunto molto dopo, con l’annessione al Regno D’Italia nel 1867. Indica la decima pietra miliare, posta ad Azzano per segnare la distanza da Concordia Sagittaria
STORIA
Azzano Decimo fu abitato fin dalla preistoria. Sul suo territorio sono stati ritrovati importanti reperti del periodo neolitico. La ragione di questa antica origine è legata alla fertilità del suolo, irrigato da numerosi fiumi. Più tardi i romani fecero passare di qui una delle vie aperte dalle truppe per collegare Roma ai confini dell’Impero, rendendo la zona strategica per i commerci.
Durante il Medioevo Azzano era difesa da un castello, costruito in un’ansa del fiume Sile. Era una delle tante opere di difesa fatte costruire dai patriarchi di Aquileia per proteggere questa zona di confine. La fortezza venne distrutta nel XIII secolo ed oggi non ne rimane traccia.
MONUMENTI
Di notevole interesse la Chiesa di Santi Filippo e Giacomo, costruita nel Trecento in prossimità di un mulino. Era frequentata dai contadini che portavano il grano a macinare e che si fermavano per ringraziare del raccolto. Più recente è, invece, la chiesa di San Pietro che al suo interno rivela cinque altari rococò in marmo.
CURIOSITA’
Ancora oggi ad Azzano è facile imbattersi in affreschi che ritraggono immagini sacre, dipinti sui muri delle case, spesso a guardia degli incroci delle strade. Testimoniano una profonda religiosità popolare giunta fino ai giorni nostri. Infatti, queste opere risalgono per lo più al secolo appena trascorso. Sono opera di artisti viaggianti che ricambiavano in questo modo l’alloggio o qualche pasto caldo. Ma probabilmente si tratta di una abitudine in uso anche nei secoli precedenti.